Ecco un progetto elettrizzante! In questa guida scoprirete come trasformare alcuni rottami elettronici in una puntatrice elettrica perfettamente funzionante che non avrà nulla da invidiare alle puntatrici commerciali!

Attenzione!

attenzione - la sicurezza prima di tutto!
Attenzione – la sicurezza prima di tutto!

In questo progetto saranno in gioco tensioni e correnti potenzialmente letali, non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali danni a cose o persone derivanti da un uso improprio delle informazioni contenute in questo articolo, se non avete dimestichezza con l’elettricità evitate di proseguire per la vostra incolumità, sul blog ci sono tanti altri tutorial divertenti e meno pericolosi!

Rovistiamo nel garage! (cosa ci serve)

Ricordate quel vecchio microonde con lo sportello divelto dopo uno dei vostri esperimenti? Ottimo, da esso cannibalizzeremo il componente principale che comporrà la nostra puntatrice!

Schematizzando, le cose che ci serviranno sono queste:

Smembriamo il forno!

Il primo passo è quello di aprire il forno a microonde per arrivare al componente che ci serve, ovvero il trasformatore.

condensatore ad alta tensione microonde
Condensatore ad alta tensione del microonde – da maneggiare con estrema cautela!

Dopo aver scollegato il microonde dalla presa (!!) ed aver svitato le viti della copertura metallica (alcune viti potrebbero essere “strane” poiché di sicurezza, trapanatele o segatele), accanto al grosso blocco metallico (che è proprio il trasformatore che serve a noi) potete notare un componente dalla forma allungata: quello è il condensatore, ovvero un componente elettrico che immagazzina corrente e che potrebbe essere carico e potenzialmente letale, il primo passo è dunque quello di scaricarlo per renderlo inoffensivo;

per farlo è sufficiente toccare i 2 terminali con la pinza con manici isolati, fatelo più volte per sicurezza (potreste sentire dei “pop” che testimoniano la carica del condensatore stesso).

Ora che possiamo lavorare in sicurezza prendiamo ciò che può tornarci utile per questo o altri progetti:

Innanzitutto il trasformatore, per estrarlo, dopo aver scollegato i vari cavi procedete svitando le 4 grosse viti che lo mantengono in sede.

Recuperiamo anche la spina ed il relativo cavo in quanto la useremo successivamente come cavo d’alimentazione per la nostra puntatrice.

Nel microonde è inoltre presente una ventola ad induzione e relativo supporto che ci tornerà utile in seguito per raffreddare il nostro trasformatore una volta in opera.

Inoltre, se vi piace l’elettronica avrete sicuramente notato alcune schede zeppe di componenti interessanti (o un timer e relativo selettore analogico nel caso di microonde datati), vi consiglio di recuperare queste schede per futuri progetti!

Nei forni dotati di grill elettrico, potete recuperare anche le resistenze (ricordate che solitamente si tratta di resistenze funzionanti a 120 volts che andranno dunque usate in coppia) e le protezioni termiche situate in vari punti del microonde.

Infine, altre cose utili da recuperare sono il motorino del piatto, la lampadina che illumina il microonde all’interno e gli switch che rilevano la chiusura della porta del forno.

Un consiglio spassionato: evitate di smontare il magnetron, ovvero il dispositivo che produce le microonde, è riconoscibile dalle alette di raffreddamento ed è praticamente inutile e soprattutto pericoloso smontarlo maneggiarlo. Inutile in quanto si compone di un tubo a vuoto e due calamite ceramiche cilindriche di poco valore e relativamente poca forza magnetica, pericoloso in quanto il rivestimento del cannone da cui escono le microonde in alcuni casi è composto da ceramica trattata con ossido di berillio, che in caso di rottura ed inalazione può portare all’insorgere di una patologia polmonare chiamata beriliosi.

Modifica del trasformatore

Ora potete mettere da parte i poveri resti del microonde ed ammirare intensamente il magico componente, il trasformatore!

Evitate di collegarlo alla presa elettrica dato che si tratta di un trasformatore in grado di erogare una tensione di circa 2.000 volts con un amperaggio tale da uccidervi all’istante.

trasformatore microonde
Trasformatore del microonde. In questo caso il secondario è in alto

Prima di procedere alla modifica pratica dobbiamo individuare e verificare lo stato dell’avvolgimento primario: si tratta dell’avvolgimento con il cavo di sezione più grossa (l’altro è composto da un filo con un diametro simile a quello di un capello), in alcuni trasformatori si trova in alto, in altri in basso ma non dovrebbe essere comunque difficile da individuare.

Ora che sappiamo qual è il primario dobbiamo testarne la continuità: se nel vostro tester è presente l’apposita modalità di controllo della continuità, altrimenti impostate la modalità di misura ohm e toccate i due terminali del primario: a seconda della modalità sentirete un beep oppure vedrete un certo valore sullo schermo;

nel caso questo non accada controllate di aver posizionato i puntali nel posto giusto, se non c’è continutià mi dispiace ma il trasformatore è inservibile, vi toccherà cercare un altro microonde!

Se invece il trasformatore ha superato il test, è il momento di rimuovere il secondario, potete farlo segandolo o tagliandolo con la smerigliatrice da entrambe le parti e spingendo fuori l’eccesso con un cacciavite ed aiutandovi eventualmente con un martello facendo sempre molta attenzione a non danneggiare il primario;

Andrà rimosso anche l’avvolgimento che alimenta il filamento del magnetron, ovvero l’avvolgimento composto da filo telato solitamente rosso con striature scure interposto tra il primario e il secondario.

Saranno inoltre presenti 2 pacchetti di lamelle che separano il primario e il secondario che hanno la funzione di shunt magnetico, agiscono in altre parole come limitatore della corrente d’uscita, nel mio caso le ho rimosse in quanto ho voluto sfruttare a pieno la corrente d’uscita senza limitazioni.

Un nuovo avvolgimento all’orizzonte

trasformatore MOT con secondario modificato
trasformatore MOT con secondario modificato

Ora è il momento di creare il nuovo avvolgimento secondario che sarà composto di un cavo di grosso diametro (25 mmq o superiore): potete acquistare il suddetto cavo presso un qualsiasi negozio di materiale elettrico, solitamente si tratta del cavo giallo/verde per la messa a terra degli impianti, in alternativa potete riciclare un vecchio cavo per batterie da auto (verificando l’effettiva sezione del filo, in molti cavi di scarsa qualità l’isolante è molto spesso ma la quantità di rame è davvero esigua).

Una volta recuperato il cavo avvolgetelo attorno al nucleo, indicativamente dovreste riuscire a creare 2 o 3 spire;

la tensione e la relativa corrente di uscita dipenderà proprio dal numero di spire: all’aumentare del numero delle spire aumenterà la tensione di uscita ma diminuirà la relativa corrente e viceversa, esiste in altre parole un rapporto inverso tra tensione e corrente d’uscita.

A seconda del cavo utilizzato per il secondario, la tensione di uscita dovrebbe attestarsi attorno ai 2,5/3 Volts con un elevato amperaggio: da 3-400 A sino a 8-900 A per i trasformatori di elevata potenza.

Scarica il calcolatore

Cliccando sulla calcolatrice a fianco potete scaricare un foglio di calcolo in cui, inserendo il wattaggio del trasformatore in vostro possesso – solitamente viene indicato sulla targa ( altrimenti potete cercare il modello su internet, può inoltre essere ricavato con una pinza amperometrica) e la tensione sul secondario con il nuovo avvolgimento potrete leggere l’amperaggio di uscita, si tratta in ogni caso di un dato indicativo e puramente teorico che ipotizza un rendimento al 100 % del trasformatore e non tiene conto di fluttuazioni della tensione di rete o altre variabili;

Mi raccomando, la tensione sui capi del secondario va misurata dopo aver avvolto il secondario come spiegato sopra e aver collegato il trasformatore in sicurezza.

trasformatore MOT con secondario modificato e capicorda saldati
trasformatore MOT con secondario modificato e capicorda saldati

Ora che avete verificato che il trasformatore nella “nuova veste” funziona correttamente, non vi resta che aggiungere i capicorda, nel caso abbiate acquistato quelli con morsetto a vite vi basterà scoprire una piccola porzione di cavo ed assicurarlo al morsetto, mentre nel caso di quelli a crimpare, dopo aver spalmato un po’ di pasta salda sul rame nudo dei capi, inserite i capicorda, iniziate a scaldarli con il mini cannello e inserite lo stagno dal foro in testa al capicorda fino a quando saturerete l’interno, crimpate infine il capicorda con l’apposito strumento oppure servendovi di una morsa.

Continua nella prossima pagina 🙂

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