In elettronica e informatica la RAM (acronimo dell’inglese Random Access Memory ovvero memoria ad accesso casuale in contrapposizione con la memoria ad accesso sequenziale) è un tipo di memoria volatile caratterizzata dal permettere l’accesso diretto a qualunque indirizzo di memoria con lo stesso tempo di accesso.

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La casualità di cui si parla in questa definizione proveniente dal mondo dell’informatica e dell’elettronica è una metafora di come la nostra mente ripesca talvolta casualmente e senza un apparente motivo ricordi, pensieri ed immagini del passato.

Questi orecchini sono costruiti a partire da dei vecchi chip di memoria RAM rimossi da una scheda di una etichettatrice industriale destinata alla discarica.

Significato e fonti d’ispirazione

Questi orecchini possiedono, a mio avviso, molteplici significati che si possono raggruppare in due macro livelli di significato:

Il primo, ovvero quello legato principalmente all’ambito estetico e visuale si lega alle tematiche dello stile cyberpunk;

[…]Il cyberpunk tratta di scienze avanzate, come l’information technology e la cibernetica, accoppiate con un certo grado di ribellione o cambiamento radicale nell’ordine sociale.

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Indossare un oggetto senz’anima, puramente strumentale ed “invisibile” ai più è un atto di ribellione in quanto lo si porta allo scoperto, lo si mostra denudandolo del case metallico o plastico che lo conteneva e lo si espone alla mercé del pubblico costringendo quest’ultimo ad una riflessione.

Ed è proprio in questa riflessione forzata che risiede il secondo e più profondo livello di significato di cui questi orecchini si fanno portatori:

Memorie ad accesso casuale; non è forse dunque proprio la casualità che contraddistinguono (oppure, in una prospettiva a questo punto inquietante, accomunano) l’essere umano e le macchine? La casualità a cui mi riferisco riguarda proprio i pensieri, le parole, le immagini, i suoni che vengono memorizzati ed affiorano talvolta in modo puramente casuale, inaspettato, memorie che credevamo cancellate per sempre che riaffiorano, analogamente a quanto succederebbe in un attacco cold boot nel caso di una memoria RAM con cui si recuperano frammenti d’informazioni prima che vengano definitivamente persi oppure i dati apparentemente eliminati che riaffiorano grazie tecniche d’indagine forensi.

Queste tecniche forensi non ricordano forse l’operato di uno psicologo o di uno psichiatra che attraverso svariate tecniche scavano all’interno della psiche e ricostruiscono eventi traumatici e non partendo da frammenti d’informazione all’apparenza dimenticati?

è proprio questo inedito legame tra elettronica, informatica e psiche umana e il potere estetico che un oggetto apparentemente insignificante è in grado di scatenare la fonte d’ispirazione di questa creazione.

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