Menu Chiudi

Memoria Digitale

Nell’era dell’immanenza, del “qui ed ora” ci ritroviamo con la pretesa sempre più accentuata di voler archiviare ogni attimo del quotidiano, nello specifico il voler registrare il movimento e i suoni, elementi caratterizzanti dell’esperienza reale; ed è proprio su queste 2 caratteristiche della realtà e la nostra pretesa riguardo che voglio concentrare la mia riflessione.

Se volessimo definire il video amatoriale, potremo descriverlo come il più

Telecamera e memoria: una riflessione

comune mezzo per imprimere, archiviare e condividere la realtà, anche la più insignificante.

Cosa significa quindi filmare, in relazione alla capacità della nostra mente di immagazzinare ricordi e sensazioni? Fare un video spesso significa, purtroppo, affidare la memoria di un momento ad un supporto elettronico (digitale o analogico in questo caso non fa alcuna differenza);

questo nostro “affidare” immagini, suoni e soprattutto percezioni ad un medium, influisce negativamente su vari fronti, ossia si ha un indebolimento nella capacità di creare immagini mentali” , ossia quella che mi piace definire Immaginazione multisensoriale;

per esemplificare quest’indebolimento vorrei ricorrere ad un esempio:

Quante volte, alla domanda “Com’è andato quel tale evento a cui eri presente?” vi siete sentiti rispondere (o avete risposto): “Ti mostro il video” e vi siete trovati ad osservare il video in completo silenzio, ossia senza nessuna descrizione da parte di chi ha filmato il video? ;

Voglio sottolineare che questa non è una critica ai video o altri modi per registrare immagini e suoni, essi sono una grandissima e spesso essenziale invenzione, ciò che è mio intento stimolare è la riflessione sul fatto che essi, se non corredati di un racconto di quel dato evento da parte di chi lo ha filmato ( e qui con racconto si intende anche la parte “non verbale“che comprende la gestualità, gli sguardi eccetera) , rappresenterebbero una realtà che potrebbe risultare certamente ricca di dettagli, ma vuota, priva di senso, decontestualizzata, plastica, detto in modo paradossale, una sorta di movimento statico.

Occorre dunque continuare ad usare la nostra “telecamera mentale“, oltre che quella elettronica, in quanto quest’ultima non sarà mai in grado di registrare sentimenti e stati d’animo come la mente umana, il video deve essere quindi di supporto al nostro racconto per acquistare significato , e mai il contrario come purtroppo accade, ossia che il video acquisisca la supremazia sul nostro racconto.

Prima di chiudere, vorrei riaffermare come la mia riflessione non sia assolutamente contro i video o in generale le tecnologie per l’archiviazione audio/video, la mia mia riflessione è piuttosto sulla modalità d’uso di essi, su come essi vengano utilizzati senza spirito critico, meccanicamente,  a volte quasi “spegnendo gli occhi“, tanto sarà la videocamera che riprende;

Ovviamente la mia riflessione ha preso come spunto casi chiaramente limite, ho certamente estremizzato,  ma non credo di aver  usato esempi utopistici o “lontani anni luce” dalla tendenza attuale.

 P.s. : la mia riflessione si è concentrata sui video in quanto li ritengo essere l’esempio più efficace, ma potrebbe essere estesa anche a supporti fotografici e di registrazione audio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *